martedì 9 maggio 2017

Opzioni Binarie, cosa sono e le diverse tipologie

Con l'avvento della tecnologia, dei computer e di internet è divenuto al giorno d'oggi sempre più semplice fare tante cose: dal rimanere in contatto con amici o parenti lontani fino all'investire in Borsa. Proprio in quest'ultimo caso, si sono create nuove opportunità che permettono investimenti di ogni tipo e che non richiedono più la presenza fisica negli ambienti finanziari, ma semplicemente una connessione internet ed un computer appunto. Da qui la nascita del cosiddetto trading online, quindi della possibilità di effettuare transazioni finanziarie, quindi la compravendita di prodotti, tramite il web. Tra i diversi generi di questo trading, negli ultimi anni ha visto un considerevole sviluppo quello che riguarda le cosiddette Opzioni Binarie. Approfondiamo meglio la conoscenza di queste e quante tipologie ne esistono.

Queste non sono altro che strumenti finanziari derivati, il cui valore cioè deriva e quindi dipende da altri strumenti di diversi mercati, quali ad esempio quello di azioni, valute, materie prime e indici. Fare del trading con opzioni binarie è, in pratica, operare e investire su tali mercati, e comporta non l'acquisto di un'azione o di una valuta o di una certa quantità di materie prime, bensì "scommettere" se il valore di tali prodotti tenderà ad aumentare oppure a diminuire, entro un certo lasso di tempo (tali "scadenze" possono variare generalmente da 1 minuto fino anche a 24 ore). Queste opzioni vengono definite binarie appunto perchè l'investimento può avere solo due risultati: pronostico corretto o sbagliato. Il profitto viene stabilito in una fase preliminare e considerato in termini di percentuale, variabile in base alla scelta del tipo di opzione binaria e della sua scadenza ed anche del mercato. Tutto ciò si può fare attraverso piattaforme online, che consentono di scegliere il genere di mercato (tra Forex, materie prime, azioni e indici) e la scadenza.



Le varie tipologie 


- Alto/Basso: rappresentano le tradizionali opzioni binarie in cui si deve prevedere se il valore di un'azione o valuta o altro, tenderà ad aumentare oppure a diminuire, entro un determinato periodo di tempo;

- Opzioni Binarie coppia: sono quelle che confrontano due differenti prodotti dello stesso mercato, ad esempio Yahoo e Google, e in cui si deve prevedere quali dei due otterrà l'andamento migliore entro un certo lasso di tempo;

- A breve termine: simili alle opzioni binarie "alto/basso", tuttavia si differenziano da queste per l'estrema brevità della scadenza del periodo di tempo prescelto. Questo varia infatti tra i 30 ed i 120 secondi;

- One touch: sono quelle che devono prevedere se un prodotto toccherà o meno, entro un certo lasso di tempo, una certa quota di valore.

Nel caso in cui la previsione dell'investitore sia andata a buon fine, si otterrà un piccolo profitto, mentre in caso contrario si sarà perso il costo di acquisto dell'opzione binaria.     

mercoledì 4 gennaio 2017

Tapparelle: come sceglierle e quanto costano

Oggetto di usura causato dall'uso e dalle intemperie che hanno dovuto affrontare nell'arco di tanti anni, le tapparelle sono tra le cose che vengono sostituite più spesso durante una ristrutturazione di un'abitazione. Anch'esse tuttavia hanno visto, nel corso del tempo, un notevole miglioramento sia nei materiali di costruzione che nella funzionalità e nell'estetica. Quest'ultima poi, rispetto al passato, sta diventando una componente sempre più essenziale, considerandola sia in funzione dell'esterno della casa che degli interni. Un altro elemento non meno importante di cui tener conto nella scelta delle tapparelle sono i gusti o le preferenze degli stessi proprietari della casa. Per questi comunque resta fondamentale individuare un'impresa che possa svolgere lavori di ristrutturazione appartamenti a Roma o in qualsiasi altra località che abbia esperienza nel settore, in modo da consigliare e permettere una scelta utile, conveniente e funzionale. Da non sottovalutare poi sono anche i costi delle tapparelle.

Per quanto riguarda i prezzi di queste, infatti, tendono a variare in base al materiale di cui sono fatte. Ne esistono in legno, PVC, alluminio ed acciaio ed ognuno possiede qualità o caratteristiche diverse, di cui tener conto nella scelta finale. Il legno è stato spesso utilizzato nelle vecchie abitazioni, ma adesso è sempre più sostituito dal PVC, che offre maggiore leggerezza, facilità di pulizia, un più consistente isolamento termico e minori costi. Tuttavia, ha l'inconveniente di essere più vulnerabile ad eventuali scassinamenti rispetto al primo. Comunque, per una tapparella in legno si possono raggiungere prezzi medi intorno ai 140-160 € al mq (in base anche al tipo di legno utilizzato), mentre col PVC si arriva a pagare mediamente tra i 20 ed i 30 € al mq.



Nel caso invece si scegliessero tapparelle in alluminio, queste riescono ad offrire le stesse qualità del PVC, a cui si aggiunge però anche una maggiore resistenza ad eventuali effrazioni di ladri. Tuttavia, lo svantaggio risiede nell'aspetto estetico, in quanto è un tipo di materiale poco adatto ad edifici o strutture antiche. Il prezzo medio di una tapparella in alluminio si aggira tra i 50 ed i 70 € al mq. I costi lieviterebbero un pò se si optasse invece per l'acciaio, arrivando anche ai 100 € al mq. Questo materiale offre un'elevata resistenza alle intemperie e notevole sicurezza da eventuali intrusioni, a cui si contrappongono però considerevole pesantezza (infatti è necessario installare un tipo di avvolgimento elettrico o telecomandato) e aspetto estetico inadatto a strutture o palazzi antichi. Naturalmente, questi prezzi possono variare, oltre che per il materiale prescelto, anche in base alla fornitura di accessori quali paracolpi, fermi e cinghiette; all'eventuale verniciatura antipioggia inserita; allo spessore dei moduli avvolgibili e, infine, anche al prestigio dell'azienda produttrice.            

martedì 20 dicembre 2016

Lavoro sbagliato? Ecco come capirlo

Oggi come oggi, da un punto di vista lavorativo, precariato e disoccupazione sono situazioni che ricorrono spesso, tanto da costringere molte persone a non fare il lavoro che vorrebbero. Ma è possibile capire se ciò che facciamo non è adatto a noi?

Intanto bisogna capire cosa fa la differenza, partendo ad esempio dall’ambiente in cui si opera, che indubbiamente riveste un’importanza primaria simile a quella della gestione del personale. Spesso e volentieri, infatti, non è tanto la mansione svolta che ci fa sentire inadeguati quanto il frame in cui operiamo. Secondo un sondaggio, ad esempio, una delle più soddisfacenti occupazioni sarebbe quella di collaborare con un’impresa di pulizie, in cui il personale viene gratificato dall’atteggiamento positivo dei titolari. Ciò che si è appurato è che quanto più una persona è soddisfatta e appagata per il servizio reso tanto meglio lavora, a prescindere dallo svolgere o meno il lavoro dei sogni.
Il non sentirsi adeguatamente apprezzati o sottovalutati dal proprio dirigente può causare scarso rendimento e soprattutto problemi alla propria autostima.



Lavoro sbagliato? Ecco come capirlo soffermandosi su altri particolari:

Insoddisfazione economica

L’insoddisfazione economica è certamente una delle prime cose che si avvertono. Spesso si ha la sensazione di non ricevere un guadagno proporzionato alle ore svolte e soprattutto alle mansioni svolte e all’alta qualità del lavoro fornito.

Avanzamento di carriera

Pensare che neanche con un avanzamento di carriera possa bastare per vedere riconosciute, da un punto di vista economico, le proprie capacità non è stimolante.

Lavorare ma non imparare

Non c’è niente di più stressante che lavorare ma non imparare. Entrare in una sorta di routine che non permette di arricchirsi ma costringe a fare giornalmente le stesse cose, quasi meccanicamente, senza il minimo incremento delle competenze personali è altamente snervante.

Guardare in prospettiva

Guardare in prospettiva, al proprio futuro, è difficile da fare quando non si percepisce da parte dei superiori una volontà nel portare avanti una collaborazione lavorativa duratura.

Attenzione all’incompatibilità

Succede spesso sul posto di lavoro, ed è un problema. Quindi, fate attenzione all’incompatibilità di carattere in special modo con il capo.

Vi rivedete in tutti questi punti? Allora, forse (o senza forse) è giunto il momento di affrontare la situazione e tutte le criticità che non vi consentono di lavorare in maniera serena o semplicemente è ora di “rassegnarsi” dinanzi ad una incontrovertibile verità: siete intrappolati in un mestiere che non vi appartiene. In questo caso, l’unica cosa giusta da fare per se stessi è provare a cercare nuove strade, nuovi sbocchi che possano soddisfarvi.   


Pensioni: le ultime novità

La materia delle pensioni, si sa, è una delle più mutevoli che ci sia. E’ molto difficile star dietro ad ogni modifica della disciplina in materia, specie considerando la frequenza con cui il legislatore interviene sull’argomento.
Partendo dai requisiti anagrafici diciamo subito che attualmente l’età per andare in pensione di vecchiaia è passata dai 66 anni e 3 mesi ai 66 anni e 7 mesi per gli uomini  (65 anni e 7 mesi per le donne) con 20 anni di contributi. L’innalzamento è conforme a quanto previsto dalla riforma Fornero: periodicamente l’età pensionabile viene adeguata alla speranza di vita media e questo ultimo adeguamento è valido per il triennio 2016-2018. C’è poi la pensione anticipata, che prevede l’uscita con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) indipendentemente dall’età anagrafica.
Ci sono poi requisiti diversi per i lavori usuranti e per la cosiddetta opzione donna.
Per i lavori usuranti si prevede che, laddove sia più favorevole, si possa applicare il vecchio meccanismo delle quote, in particolare, la somma dell’età anagrafica e contributiva deve essere pari a minimo 97,6 (anzianità contributiva minima 35 anni e età minima pari a 61 anni e 7 mesi).
Sono state eliminate le finestre e quindi ora si va in pensione dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti. Altra particolarità per questa categoria di lavoratori è il congelamento degli adeguamenti del requisito alle aspettative di vita.



Opzione donna è un altro regime distinto da quello ordinario ed è stato confermato anche per il 2017. Consente alle donne iscritte al regime generale obbligatorio dell’INPS di andare in pensione anticipatamente ma con il calcolo dell’assegno effettuato interamente col sistema contributivo. I requisiti per le lavoratrici sono 57 anni di età (58 anni le autonome) e 35 anni di contributi, maturati entro il 31 dicembre 2015.

Una novità pensioni per il 2017 è l’APE: Anticipo pensionistico volontario che consiste nella possibilità di andare anticipatamente in pensione attraverso prestiti bancari, garantiti da assicurazione sulla vita ed erogati dall’Inps, da restituire a rate a partire dalla maturazione dei requisiti pensionistici ordinari attraverso decurtazione dell’assegno. I requisiti per accedere all’APE sono i 63 anni di età dal 1° maggio 2017, 20 di contributi , che non manchino più di tre anni e 7 mesi al perfezionamento della pensione di vecchiaia e che l’assegno non sia inferiore a 1,4 volte l’importo minimo Inps.